ItNewsNov06 2006 Servas nel mondo Troia Eurasia miting 2006

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CANNAKALE - TROIA - EURASIA MEETING 16-19 AGOSTO 2006


Era la prima volta che viaggiavo da sola fuori dall’Europa, era la prima volta che viaggiavo tramite Servas, era la prima volta che partecipavo a un meeting internazionale….

Che parolona!

“INTERNAZIONALE”…Suona come qualcosa di formale dove ci sono diversi attori che giocano differenti ruoli e interagiscono con gli altri per raggiungere un accordo….e allora mi immagino uomini in cravatta che si mettono a discutere i punti all’ordine del giorno e guai se ne sfugge uno.

Oppure immaginavo un incontro di persone intenzionate a condividere quattro giorni insieme parlando, confrontandosi, e, sempre rivolti ad un obiettivo comune, concentrati con lo sguardo verso la meta e non realmente attenti a chi avrebbero incontrato.

Eurasia meeting non è stato nulla di tutto ciò; è stata invece un’esplosione di gioia di 36 amici che non vedevano l’ora di stare insieme e divertirsi….semplicemente divertirsi. Sembrava che ci conoscessimo da sempre e non si vedeva l’ora di ri-incontrarsi.

Il programma? Sì certo, c’era un programma ma la priorità non è mai stata rispettarlo ….il rispetto era riservato e dedicato soltanto all’amico che avevamo di fronte e a quello che avevamo di fianco e a quello che avevamo dietro…

Avere la sensazione di conoscerci da sempre non ha tolto minimamente il posto al desiderio profondo di ciascuno, e non generalizzo ma dico con convinzione “ciascuno”, di conoscerci meglio, di incontrarci con le parole, al di là delle parole, attraverso l’uso di una lingua diversa e al di là dell’uso o meno della lingua. Un sincero interesse per l’altro, per la sua vita e anche per il suo star bene in ogni momento. Una sola parola può davvero racchiudere il senso e il risultato di questa esperienza.

AMICIZIA

E se era questo l’obiettivo “nascosto”, o meglio non detto, ce l’abbiamo fatta!

L’abbiamo raggiunto senza concettualizzarlo troppo, senza parlarne, ma solo ed esclusivamente vivendolo. Potrei fare un riassunto di cosa abbiamo fatto in quattro giorni, tanto pochi ma altrettanto lunghi e intensi, ma non renderebbe un resoconto l’atmosfera che abbiamo respirato tutti quanti.

La meraviglia e lo stupore del trovarci così uniti nel divertimento come nel decidere di liquidare la prima guida a Cannakale perché non ci sembrava valida, come ancora nel cambiare programma perché si era troppo stanchi o perché si preferiva fare un bagno al mare per rinfrescarci un po’ dalla calura. Ebbene la meraviglia era negli occhi di tutti e nel loro sorriso. L’importante non era cosa si facesse ma che lo si facesse insieme e che ciascuno potesse essere ed esprimere liberamente se stesso.

Non ho mai percepito, neppure per un momento, atteggiamenti individualisti. La persona era il gruppo e il gruppo la persona.

I ragazzi turchi sono stati eccezionali, nell’organizzazione iniziale e nella gestione di ogni situazione e circostanza incontrata.

A partire dalla estrema disponibilità nel supportare per qualsiasi necessità i loro ospiti alla naturalezza con cui hanno affrontato, per esempio, il perderci più volte lungo la strada perché non si conosceva bene il percorso.

Ancora risuona nelle mie orecchie la fragorosa risata di Sercan quando il primo giorno, stanchi e desiderosi come mai di avere un letto su cui riposare non riuscivamo a raggiungere il villaggio dove si trovava l’albergo.

Ci addentravamo sempre di più nelle campagne e tutte le strade sembravano uguali e non si vedevano villaggi all’orizzonte.

Eppure non c’è stato imbarazzo, o almeno io non l’ho percepito, anzi si rideva e si scherzava sulla situazione….era la nostra avventura che cominciava. Tutti ragazzi con una media di età sotto i trent’anni così attivi e desiderosi di realizzare qualcosa di grande. E altrettanto grande è il Tesekkur Ederim (grazie) che vorrei dire loro e ad Anna Flamini che con discrezione ha insistito più volte perché andassi e vivessi questa meravigliosa esperienza.

Era la prima volta che viaggiavo come Servas: mi sono iscritta a Servas perché sentivo, e sento, forte il desiderio di aprire le porte della mia casa e lasciare che il mondo vi entri; sostanzialmente per accogliere più che per essere accolta, ma un giorno Anna mi disse “vedrai come è bello anche viaggiare come Servas!”, ma certo la mia immaginazione era abbastanza limitata per disegnare, descrivere o dipingere quanto invece mi sono trovata a vivere. Ho iniziato a inviare e-mail per chiedere ospitalità circa dieci giorni prima della partenza; tante sono state le risposte ed ho deciso di accettare l’ospitalità di Burcu (si legge Burgiu), una ragazza mia coetanea e con un lavoro simile al mio. Pensavo “almeno saprò di cosa parlare”.

Dopo il meeting mi sarei voluta fare a pezzetti per poter stare un po’ con tutte le persone che ho conosciuto e che si sono offerte e mi hanno chiesto di stare da loro.

Bene, Burcu non è stata soltanto un’ospite, non mi ha messo a disposizione soltanto la sua piccola meravigliosa casetta con una vista eccezionale sul Bosforo e Sultanhamet, ma ha provveduto, senza che lo chiedessi a prenotare il biglietto dell’autobus che il giorno seguente mi avrebbe portato ad Efeso, e ha chiesto, per me, la disponibilità di una stanza nell’albergo dove sarei stata nei giorni seguenti. Durante il mio viaggio in posti dove non erano presenti membri di Servas mi ha seguito telefonicamente come una sorella, per assicurarsi che tutto procedesse per il meglio.

Si è trattato di “Amicizia” a prima vista. Il mio primo soggiorno come viaggiatrice Servas è coinciso con il suo primo giorno da Host. Ci siamo sentite subito in sintonia ed io, soprattutto, a casa.

La sera in terrazza, dopo la cena, insieme al suo fidanzato e ad un amico mi hanno aiutato e consigliato sull’itinerario dei giorni successivi. Mi ha dato accorgimenti su come rispettare le usanze e le credenze della cultura turca…insomma è stata un costante punto di riferimento e un tramite importante che mi ha permesso di comprendere meglio e aprire le porte degli occhi e del cuore, non solo quelle della mia casa, per accogliere il vero mondo della Turchia e non solo il lato turistico.

Mi sono sentita turca tra i turchi…così tanto che mi è capitato più volte di veder avvicinarsi dei turisti per chiedermi informazioni….Cose dell’altro mondo…..il mondo di Servas.


Cristiana Paterna (Servas Roma)



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