ItNewsNov06 2006 Servas nel mondo Alpe Adria

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ALPE ADRIA Nomen-Omen


Alpe Adria è, nella sua connotazione onomastica, un ponte tra l’Italia alpina e marina del nord-est e l’Europa che si affaccia sul mare Adriatico e che si estende al di là e al di sopra delle Alpi.

Un bel nome, coniato da Luigi Uslenghi, che ha in sé un progetto sin dalla sua nascita nel 1989. Elaborando e approfondendo il programma originario di Servas di creare ponti di comunicazione e di amicizia tra popoli e persone, si rivolgeva particolarmente alla allora Jugoslavia, oggi Slovenia e Croazia, per poi abbracciare nel suo insieme l’Austria e successivamente la Germania, cosi come qualche anno prima, nel 1985, era avvenuto con la Francia, dando avvio all’avventura di “Sentierinsieme” nelle Alpi occidentali. Dal primo meeting a Camporosso presso Tarvisio, in provincia di Udine, organizzato su impulso dell’amica austriaca Dorothea Schelch e con la collaborazione di Plinio e degli altri amici friulani e giuliani, sembrò chiaro che l’iniziativa avrebbe avuto successo e molte adesioni.

L’idea di confine e di confini è una categoria che divide, mentre lo spirito Servas è stato sempre, sin dal suo nascere, quello dell’incontro, della condivisione di valori, culture, idee che nella Pace confermano il suo programma più autentico.

Alpe Adria è un nomen-omen, alla lettera, dal latino, un nome che è augurio, pronostico, presagio e in Alpe Adria mi sembra di scorgere un messaggio metaculturale e multiculturale forte e preciso, di rispecchiamento di civiltà e di contiguità storica oltre che geografica. Il “Medio-est” europeo (non so se questo nome sia una categoria corretta), così vicino a noi non solo geograficamente ma nella storia comune drammaticamente vissuta da ambo le parti in tempi più lontani e recenti e l’Italia friulana, giulia, carnica (in realtà l’Italia tutta a considerare le presenze di questo ultimo anno di soci Servas piemontesi, emiliani, romagnoli, umbri, romani, pugliesi, calabresi) rivivono insieme, nei giorni del meeting, origini comuni con spirito di solidarietà e di amicizia, con una ricaduta simbolico-affettiva che ognuno dei partecipanti si riporta a casa.

Non sarà la lingua a dividerci perché è un vero “Europanto” (parola che fa rima con Esperanto, la lingua da cui è nata la parola Servas, ma che nella sua immediatezza risulta una sintesi linguistica non sottoposta ad alcuna grammatica) la lingua che lega i partecipanti ad Alpe Adria. Una Babele linguistica? Affatto. Piuttosto un metalinguaggio dove non ti sembra impossibile comprendere il tedesco, lo sloveno, il croato, perché al di sopra di tutto c’è un linguaggio comune, semioticamente indifferenziato e la gioia di vivere insieme l’esperienza dell’incontro, della reciprocità e dello scambio.

Organizzare gli incontri richiede molto lavoro e impegno, cui si sobbarcano i coordinatori nazionali e regionali. Quest’anno è stata l’Austria nella persona gentilissima di Eva Meggeneder di Vienna -coaudiuvata da Christine Schuler di Graz- a organizzare ad Admont in Stiria l’incontro, e lo ha fatto in modo encomiabile, all’ombra assolata della grande abbazia benedettina e della sua straordinaria biblioteca.

La nostra coordinatrice regionale cui è demandata l’organizzazione dei meeting in Italia è Alma Nimis, che con la sua generosità e allegria riesce sempre a rendere questi incontri veramente autentici, vivi, umanamente ricchi.

D’altra parte, come ho riscontrato in Alpe Adria un nomen-omen, ovvero un nome che ha in sé un programma e un destino, così è per Alma Nimis che nel nome porta in Alma, dalla radice latina di “alere” ,in italiano nutrire, una metafora del “nutrimento” che ci offre sempre di gioia e risate e nel cognome “Nimis”, sempre dal latino, l’accezione di “straordinariamente, moltissimo, enormemente”!! Chi la conosce non può non essere d’accordo circa la sua “enorme” energia affettiva che contagia tutti, italiani e non.

Anna Maria Piervitali