ItNewsNov06 2006 Pace

From SI Exco News

Quanti sono i Pedro?


Le ospitalità Servas continuano a regalare emozioni e sorprese.

Io e Lucia eravamo di ritorno dal viaggio in Francia e ci siamo fermati a Cuneo presso Franca Formento, amica ormai da tanti anni, local help e animatrice di numerosi incontri solidali.

L’indomani Franca ci ha invitati alla presentazione del libro che aveva appena finito di scrivere, dal titolo ”Quanti sono i Pedro? Racconti di viaggio, d’incontri, di me”.

L’argomento era intrigante e abbiamo accettato l’invito. E qui sono iniziate le sorprese. Infatti la presentazione ha avuto delle caratteristiche piuttosto curiose: lo scenario è stato la piscina comunale di Cuneo, in una calda mattina di fine agosto, con una partecipazione eterogenea: famiglie, giovani, alpini. Ci viene perfino offerta la sangria! Tutto molto simpatico. Due attori si alternano a leggere alcuni brani… E’ una formula sorprendente e un po’ surreale. Dunque, quanti sono i Pedro? Il testo pone degli interrogativi, ma non vuole dare risposte assolute. Certo il testo chiarisce molto bene CHI sono i Pedro: “La prima sensazione di fronte alla povertà di Pedro che voleva vendermi le sue polsiere (braccialetti di lana) fu quella dell’ingiustizia così palese, così sconcertante e violenta, così insopportabile…lui lì con le polsiere e io a comperarle, lui senza famiglia e senza scuola e io a spendere per una birra quello che a lui sarebbe bastato per vivere una settimana… Si tratta di 23 testi, con riferimenti a viaggi effettuati in Africa, America e Asia. Apparentemente non c’è un filo conduttore unico, non c’è un ordine né cronologico, né geografico né tematico.

C’è però un filo rosso che unisce testi che parlano di luoghi e tempi e situazioni così diverse: è quello della contraddizione fra ricco e povero, fra bello e brutto, fra amore e odio. Il viaggiatore consapevole (in questo caso la viaggiatrice, ma molti di noi hanno vissuto questa tensione terribile) si trova a vivere in prima persona queste contraddizioni, a gestirle, nell’impossibilità evidente di risolverle.

Per fortuna ci vengono offerti diversi spunti positivi per uscire da quello che altrimenti rischia di diventare un circolo chiuso.

Franca ci dice innanzitutto di non smettere mai di emozionarsi, anche e soprattutto di fronte a qualcosa o qualcuno che è piccolo: questo diventa grande e importante se noi riusciamo a sentire, osservare e ascoltare veramente.

In secondo luogo viene sottolineato il valore universale dell’ospitalità, che in tante parti del mondo è normale e spontanea forma di comunicazione, che diventa anche una forma di sopravvivenza, a volte. E’ qualcosa che in alcuni casi ci si è sentiti dire quando si parla in giro per il mondo di Servas: perché serve un’associazione e un’organizzazione quando è così normale e naturale aprire la propria casa all’ospite, al viandante? Sappiamo che nel nostro mondo occidentale tutto questo non è così normale, purtroppo. Ma alla base di questo stile di viaggio, c’è quello che si può definire “disponibilità al cambiamento”. “Mi sono chiesta cosa fa felice una persona, cosa mi serve davvero per vivere e ho scoperto quanti sono gli oggetti e i pensieri e le cose inutili che mi circondano…Ad ogni viaggio ho cominciato a togliere oggetti dallo zaino, ho provato a camminare su questa terra più “leggera”: più leggera di bisogni ed esigenze, ho imparato ad adattarmi alle situazioni per noi più difficili e che per qualcun altro invece sono la normalità ho cambiato il mio stile di vita.”

E’ chiaro a questo punto quanto Franca sia una viaggiatrice Servas, anche quando non viaggia con Servas!

Eppure nel libro si possono trovare diversi riferimenti diretti alle esperienze maturate nell’ambito della nostra associazione: la rete Servas che viene attivata per permettere a Ater, ragazzo di Sumatra, di viaggiare in Europa, ….il testo di Maria Soresina, “Le segrete cose”, che collega il distacco di Franca dal padre con il ricordo della cerimonia funebre in Madagascar, il Famadihana l’esperienza di solidarietà di Alessandra L’Abate in India….

L’elenco potrebbe continuare, anzi deve continuare. Speriamo che Franca continui nella sua attività di scrittrice delle sue emozioni di viaggio e che altri seguano il suo esempio, socializzando esperienze che altrimenti rischiano di restare solo patrimonio personale.

Franca Formento, Quanti sono i Pedro? Ed. L’Arciere, Cuneo, pp. 160, euro 15

L’autrice destina il proprio ricavato dalla vendita di questo libro a sostegno della Scuola Maria Angola di Vittoria Savio in Perù.

Le associazioni possono acquistare copie del volume direttamente presso la casa editrice e devolvere il ricavato della vendita (50% del prezzo di copertina) per progetti di solidarietà.

(Informazioni più dettagliate presso l’autrice).


Bruno Manfredi




Recensione

Jean Selim Kanaan è pluriculturale, francese ed egiziano, romano con studi ad Harvard, è un uomo di confine in se stesso. Morto in un attentato a Baghdad nell’agosto 2003, a soli 33 anni aveva già dato testimonianza dell’avventura umanitaria della vita che lo vede per 10 anni impegnato come volontario nelle Ong.

Le sue parole cariche delle immagini di guerra, delle speranze, sono una profonda riflessione e critica di quel mondo che dovrebbe aiutare gli altri. La sua testimonianza, come gli interrogativi, sono brucianti: “Oggi l’Onu manca semplicemente di umanità e di umiltà; per me è il crollo di un bell’ideale (…) e spero che la mia testimonianza contribuirà a mettere in evidenza le più gravi carenze dell’Onu: come possiamo occuparci degli altri se trascuriamo quelli che ci sono più vicini? Non è certo a colpi di salario mirabolanti o di sovvenzioni generose che si può cancellare l’infelicità delle persone”.

Un giovane che ha creduto fino in fondo che si potesse continuare a lottare: per un mondo migliore, con sua lotta in prima linea all’indifferenza.


Cristina Di Fino


Titolo: La mia guerra all'indifferenza

Autore

Prezzo: € 14,00

Dati: 221 p., ill., brossura

Anno: 2004

Editore: Collana